Mantova, Cavriana e Volta Mantovana

Dove un tempo sorgeva il teatro di Corte dei Gonzaga ora possiamo ammirare il Museo archeologico nazionale di Mantova, ospitato nell’ex Mercato dei Bozzoli. Tre piani che ripercorrono millenni del territorio mantovano dall’età neolitica al periodo altomedievale; qui possiamo commuoverci davanti all’abbraccio eterno degli amanti di Valdaro o ammi...

Dove un tempo sorgeva il teatro di Corte dei Gonzaga ora possiamo ammirare il Museo archeologico nazionale di Mantova, ospitato nell’ex Mercato dei Bozzoli. Tre piani che ripercorrono millenni del territorio mantovano dall’età neolitica al periodo altomedievale; qui possiamo commuoverci davanti all’abbraccio eterno degli amanti di Valdaro o ammirare i ricchi corredi etruschi, celti e romani che ci parlano di un’area  ricca di scambi, non solo commerciali.
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Il Museo Archeologico dell’Alto Mantovano di Cavriana (MN) si articola in quattordici sale espositive suddivise in 5 sezioni (naturalistico-antropologica, preistorica, romana, medioevo-rinascimentale e risorgimentale). È in grado di documentare esaustivamente dalla Preistoria al Medioevo la vita e i modelli residenziali del territorio grazie ai ritrovamenti di tre siti neolitici, cinque siti palafitticoli della Età del Bronzo, nove ville rustiche, un tempietto e due necropoli di età romana e nella Rocca gonzaghesca di Cavriana. Alcune sale dispongono di materiale tattile e plastico per non vedenti e di supporti multimediali.

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A Volta Mantovana, Palazzo Gonzaga si inserisce all’interno del panorama delle più importanti ville storiche della Lombardia.
Il palazzo fu realizzato nella seconda metà del Quattrocento (1465/70) come villa di campagna dei marchesi di Mantova Ludovico Gonzaga e Barbara di Brandeburgo all’interno del castello medievale di Volta e conserva intatto il fascino e la fisionomia cinquecenteschi.
L’area nobile conserva sale, soffitti lignei e affreschi di grande suggestione, mentre nell’ala nord l’antica cucina e i relativi ambienti di servizio ospitano una mostra permanente sulla convivialità e sul vino nel rinascimento e la mostra Rinascimento Quotidiano, un’esposizione di reperti archeologici rinvenuti in una fossa di scarico nella cantinetta a fianco della cucina e datati tra la metà del XVI e il XVII secolo.
Gli spettacolari giardini del palazzo, costruiti a partire dal XVI secolo sulle fosse del centro fortificato e abbelliti nei secoli successivi dalla famiglia Guerrieri, sono un bellissimo esempio di giardini all’italiana e conservano ancora intatta la loro armonia di siepi e statue.

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